
Raccolta di grassi e oli nelle cucine professionali
Rifiuti
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Perché installare un degrassatore? È obbligatorio, e molto importante dal punto di vista ambientale, separare correttamente gli oli vegetali e farli raccogliere da organismi specializzati. Infatti, una volta gettato nel lavello, l’olio alimentare finisce nella fognatura e provoca: - intasamenti e cattivi odori nelle tubature - l’asfissia dei batteri incaricati di depurare l’acqua (il che ne impedisce l’ossigenazione) - l’aumento dei (notevoli) costi di manutenzione dei sistemi di depurazione e degli impianti di trattamento delle acque - una proliferazione di microrganismi nocivi per la salute Questo obbligo è disciplinato dal Codice dell’Ambiente francese (articolo L 541-21-1) e dal regolamento di fognatura dell’ente locale (comune, comunità di comuni, comunità di agglomerazione, ecc.). La normativa precisa che gli effluenti grassi non devono essere immessi nelle reti fognarie senza subire un pretrattamento. Ciò per preservare lo stato delle condutture e il buon funzionamento degli impianti di depurazione. I rifiuti grassi possono infatti danneggiare le opere fognarie e ostacolare il trattamento delle acque se vengono scaricati direttamente nella rete fognaria collettiva. È in questo senso che è importante far raccogliere i propri oli, che possono essere avviati a un impianto di biometanizzazione, a un sito di recupero dei fanghi alimentari o a un’azienda di trasformazione di sottoprodotti animali. Cos’è un degrassatore? Si tratta di un contenitore, di dimensioni più o meno grandi, che riceve le acque reflue provenienti dalla zona lavaggio stoviglie, dalle lavastoviglie o dai sifoni a pavimento di un ristorante. Consente di recuperare i grassi presenti nelle acque reflue. Esistono due tipi di degrassatori: - i degrassatori classici, generalmente piuttosto voluminosi e collocati sottoterra o nel seminterrato - i degrassatori amovibili o autopulenti. Sono di piccole dimensioni e collocati sotto il lavello della zona lavaggio o accanto alla lavastoviglie. Quando svuotare il degrassatore? Per evitare qualsiasi tracimazione, si consiglia vivamente di far svuotare il degrassatore da 2 a 5 volte all’anno, come minimo assoluto. I buoni di intervento di ogni pompaggio devono essere conservati con cura, perché saranno utili in caso di ispezione. Per i degrassatori amovibili o autopulenti non è necessario eseguire il pompaggio. Tuttavia, il recupero dei grassi e la pulizia devono essere effettuati regolarmente al proprio interno. I grassi recuperati devono essere raccolti da un’azienda specializzata (anche in questo caso i buoni di intervento vanno conservati). Per un ristoratore è preferibile far svuotare il degrassatore una volta al mese, perché i grassi della cucina di un ristorante fermentano rapidamente, con il risultato di cattivi odori ancora più intensi. Inoltre, i rifiuti depositati sul fondo del degrassatore riducono lo spazio destinato all’acqua pulita. Di conseguenza, il degrassatore non potrà più funzionare correttamente.
- Area:
- France
Le sue caratteristiche
Prevenzione dell’inquinamento delle acque
Recuperando grassi e oli, il sistema riduce il rischio che queste sostanze vengano immesse nelle fognature. Tali sostanze possono causare problemi di inquinamento delle acque, in particolare quando si solidificano e ostruiscono le condutture fognarie.
Miglioramento della qualità dell’acqua
Impedendo che i grassi raggiungano le acque superficiali, il sistema contribuisce a mantenere una migliore qualità dell’acqua nei corsi d’acqua locali, riducendo così i rischi per la fauna acquatica e gli ecosistemi.
Riduzione delle emissioni di gas serra
Il recupero dei grassi può inoltre avere vantaggi ambientali, riducendo la quantità di materia organica che si decompone nei sistemi fognari. Ciò può contribuire a ridurre le emissioni di gas serra associate alla decomposizione anaerobica dei rifiuti organici.
Seconda vita
I grassi e gli oli recuperati possono spesso essere riciclati o riutilizzati per scopi diversi. Possono essere valorizzati e utilizzati: - come biogas e fertilizzante da parte di un impianto di biometanizzazione - nella trasformazione di alimenti destinati agli animali d’allevamento o da compagnia da parte di un’azienda di trasformazione di sottoprodotti animali - come biocarburante per uso elettrico
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